Chi contesta la decisione di promuovere un referendum abrogativo sulla proposta di potenziamento del filobus in città, utilizza questo argomento retorico: “evidentemente siete contro la mobilità sostenibile, non volete un trasporto pubblico più efficiente“.
E’ lo stesso che venne utilizzato venti anni fa, quando si portò per la prima volta lo sciagurato progetto in città.
E al quale anche oggi i sostenitori di pali e fili ricorrono per non rispondere al merito delle obiezioni poste sugli errori, i limiti, gli impatti, gli strafalcioni della nuova proposta inviata al Ministero.
In queste settimana abbiamo evidenziato:
1. gli impatti sul paesaggio urbano con il posizionamento di ulteriori 900 pali, dei quali 400 in zona centrale: leggi qui;
2.la trasformazione irreversibile di alcune importanti strade centrali in corsie riservate esclusivamente ai mezzi pubblici, con la soppressione di parcheggi su strada: leggi qui ;
3. la previsione di oltre 8 milioni di euro di espropri di terreni privati per 137.000 mq di superficie, pari a circa 19 campi di calcio: leggi qui;
4. l’inverosimile e stupefacente aumento di passeggeri stimato per giustificare la richiesta di potenziare il filobus anziché investire sui bus elettrici: leggi qui
5. il surreale sondaggio condotto tra gli automobilisti leccesi che confermerebbe il sostegno della cittadinanza a questa opera: leggi qui;
6. gli enormi e non sostenibili costi di gestione imposti dall’incremento chilometrico dei filobus rispetto ai bus ordinari, a carico della cittadinanza: leggi qui
Non abbiamo ascoltato nessuna voce dell’Amministrazione Comunale levata per contestare nel merito le nostre articolate censure. L’unico a voler prendere parola pubblica è stato il Presidente della SGM per commentare l’incredibile strafalcione del “copia e incolla” col quale viene indicato il Polo Ospedaliero di Cona a Ferrara invece del Polo Universitario Ecoteckne di Monteroni. Definito un “refuso“!
Salvo il solito argomento: “noi siamo per la mobilità sostenibile, gli altri evidentemente no“
Peccato che il Ministero abbia chiesto ai comuni di scegliere quale sistema di trasporto pubblico preferissero e perché, potendo scegliere tra più opzioni:
rinnovo dei bus termici, bus ibridi, veicoli elettrici a ricarica rapida o notturna. O appunto il filobus.
L’analisi costi benefici contenuta nel progetto trasmesso al ministero ha dato questi risultati:

Finendo per scegliere il mezzo dagli stessi tecnici comunali considerato:
con più elementi di debolezza ed una minaccia (e volutamente ignorando gli incredibili costi di gestione, non riportati!)
Rispetto ai bus elettrici che non presentano minacce, hanno meno debolezze, non richiedono cantieri stradali.
Chi contesta il filobus è contro la mobilità sostenibile, quindi?
No, tutt’altro. E’ invece a favore del sistema che la stessa analisi costi benefici ha indicato come il migliore: i bus elettrici.
Tutto chiaro ora?