Sin dalla sua realizzazione il filobus evidenziò un problema di sostenibilità nella gestione Il suo costo chilometrico è circa il doppio di quello dei bus ordinari. Come questa tabella evidenzia: 6.44 euro/km contro i 3.40 euro/km.

Con una conseguenza, nota da sempre, ma volutamente e colpevolmente ignorata: il contributo regionale che la SGM riceve è pari a quanto spende per la circolazione dei bus ordinari. Questo significa che ogni chilometro percorso dai mezzi filoviari costa all’azienda 3.04 euro in più che non vengono riconosciuti e compensati.
Una sovraccosto che si giustifica solo quando il numero di passeggeri che salgono a bordo sono tali da ridurlo o azzerarlo. Cosa che, come noto, non è accaduta in questi anni. Mai infatti sono stati raggiunti i 13.000 passeggeri al giorno che definivano l’obiettivo di domanda necessario a giustificare l’nvestimento iniziale.
Nonostante questa situazione di deficit gestionale – che da sempre SGM ha evidenziato come un problema che ha impattato sui bilanci societari – cosa s’è deciso di proporre col nuovo progetto?
Un aumento, enorme, dei chilometri di trasporto pubblico offerti mediante il filobus.:
dai previsti 607.361,20 a 1.230.450,30


Come anche uno studente delle scuole elementari potrebbero calcolare questo scelta temeraria, spregiudicata, incomprensibile definisce una previsione di maggiore costo per la SGM – qualora il progetto di potenziamento del filobus venisse realizzato – pari a:
€ 3.04 * (1.230.450,30 – 607.361,20) = € 1.894.190,86
E chi paga? La SGM totalmente pubblica, quindi il Comune, quindi i cittadini.
C’è del metodo in questa follia?
