L’inganno del filobus. Spiegato bene

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L’inganno del filobus. Spiegato bene

9 Ottobre 2025

Nel Consiglio Comunale di martedì pomeriggio sindaco e consiglieri comunali di maggioranza hanno accusato il comitato referendario di aver imbrogliato i leccesi diffondendo false notizie per convincerli a firmare per il referendum.
Affrontiamo uno per uno i punti contestati e lasciamo ai cittadini di verificare chi dice la verità e chi prova maldestramente a nasconderla

  1. IL POTENZIAMENTO DEL FILOBUS NON ERA NEL PROGRAMMA ELETTORALE DI ADRIANA POLI

    Abbiamo sostenuto sin dall’inizio che era doveroso chiedere il referendum per consentire ai leccesi di esprimersi su un progetto che non era stato presentato in campagna elettorale, cosi violando il patto che viene sottoscritto al momento del voto: chiedere fiducia per realizzare ciò che si dichiara. A maggior ragione quando si tratta di un’opera pubblica strategica di enorme impatto urbano.
    Nel corso del consiglio comunale la sindaca ha letto una scheda contenuta nel suo programma che vi riportiamo così come è:
    rinnovamento flotta Trolleybus per utilizzare la filovia esistente, costruendo un servizio a impatto zero”.
    Cosi ammettendo che non ne ha parlato per tutta la campagna elettorale come i leccesi ricordano ben, ma che era scritto nel programma. Ancora più grave quindi averlo taciuto.

    Come ben si comprende siamo oltretutto di fronte ad una camuffamento lessicale e ad una manipolazione delle intenzioni:
    non si usa volutamente la parola “filobus” utilizzato nella legislazione nazionale, nelle comunicazioni ufficiali destinate agli operatori di settore, nel dibattito pubblico per ricorrere invece all’espressione “trolleybus“, un prestito linguistico dall’inglese obsoleto, opaco e ambiguo del tutto assente dal linguaggio corrente, normativo e pubblico.
    Al quale se ne aggiunge un secondo: nella scheda elettorale si fa riferimento esclusivamente al rinnovo della flotta (cioè dei bus impiegati) per utilizzare la filovia esistente, quindi senza annuncio di alcun potenziamento di nuovi pali e fili per ulteriori 7 chilometri, come previsto dal progetto.
    Un inganno, appunto.

2. IL NUMERO DEI PALI PREVISTO DA PROGETTO

La sindaca e la maggioranza ha accusato il comitato di aver diffuso dati falsi sui nuovi pali previsti dal progetto di potenziamento del filobus. Suggeriamo a chi vuole conoscerne l’esatto numero di sfogliare la documentazione allegata al progetto presentato al ministero, da pagina 39 a pagina 46. Dove vengono dettagliatamente descritti gli interventi previsti lungo l’intero percorso dei nuovi 7 chilometri di filovia.

A.1 Tratta via Garibaldi sino a via Cavallotti: n. 36 pali;
A.2 Tratta viale Marconi: n. 36 pali;
B Tratta via Garibaldi svolta su viale De Pietro: n. 1 palo;
C Tratta da Piazza del Bastione sino ad Hub Intermodalità (ex Foro Boario): n. 60 pali
D Tratta da Piazza Italia alla rotatoria di viale Rossini: n. 80 pali
E Tratta da rotatoria di Viale Rossini sino al nuovo deposito SGM: n. 200 pali
F Tratta da Piazza dell’Obelisco verso viale dell’Università: n. 108 pali
G Incrocio viale dell’Università viale Gallipoli verso via Monteroni: n. 4 pali
H Tratta sino alla rotatoria di ingresso all’Università: n. 108 pali
I Tratta da rotatoria ingresso Università sino alla ss1: 158+23

Quindi sommando tutti i pali previsti per ciascuna tratta il totale è: 814 nuovi pali in tutta la città
Quelli che si progetta di installare nella zona centrale delle città (tratte A1, A2, B, D, F, G, H): 363 nuovi pali

Questi i numeri ufficialmente indicati. Ciascuno valuti se sono molti o pochi. E se nel parlare di circa 400 pali in zona centrale abbiamo imbrogliato i leccesi.
Devono essere comunque tantissimi se i consiglieri di maggioranza hanno chiesto, tardivamente, “di adottare ogni soluzione tecnica utile a non aumentare il numero di pali filoviari di nuova installazione nel centro cittadino“. I quali si dichiarano favorevoli ad un filobus senza pali e fili all’interno della città. Una contraddizione in termini. E, come si vede, in aperta contrapposizione al progetto trasmesso al Ministero. Della serie: siamo d’accordo col comitato referendario ma non possiamo dirlo apertamente.

3. IL COMUNE HA TRASMESSO UNA PREVISIONE PROGETTUALE

La sindaca ha dichiarato che il comune ha presentato una semplice istanza di finanziamento, che non c’è nessun vero progetto per il potenziamento del nuovo filobus, che la previsione di nuovi pali e fili non ha carattere vincolante, che in caso di finanziamento tutto quello che oggi è nella documentazione trasmessa potrà essere rivisto.

Come precisato dai consiglieri di minoranza nel dibattito e riportato nell’ordine del giorno bocciato in consiglio comunale, è di tutta evidenza per chiunque abbia letto relazioni, schede e tabelle che siamo di fronte ad un livello di dettaglio tale che non può considerarsi una semplice istanza di finanziamento. Diversamente il computo metrico estimativo, che elenca lavorazioni e materiali necessari all’opera, non avrebbe alcun valore.

Questo significa che le fasi di progettazione successive non potranno trasformare le caratteristiche portanti dell’opera anche perché verrebbero ad essere compromesse tutte le analisi trasportistiche connesse. Su tutte la velocità minima commerciale richiesta superiore ai 13 km/ orari, il 70% minimo richiesto di sede riservata ai bus, il numero di passeggeri di almeno 900 passeggeri l’ora.

4. IL FILOBUS NON IMPEGNA SOLO IL 10% DELLE RISORSE RICHIESTE

Nel tentativo di minimizzare impatti del progetto sindaca e consiglieri di maggioranza hanno dichiarato che l’importo del finanziamento complessivamente richiesto, pari a € 118.943.855,55, solo per una quota del 10% è destinato al potenziamento del filobus.

Indipendentemente dal significato e peso di questa precisazione l’elenco delle voci previste dal quadro economico è quello che leggete in questa tabella

La voce riepilogativa di “costi lavori e rotabili” ammonta a 79.796.104, 63 pari a circa il 67%. Anche a voler togliere 22 milioni di opere civili destinate prevalentemente alla nuova sede di SGM e officina annessa e nuovi parcheggi, si arriverebbe comunque ad un somma pari al 50%.
Che senso ha voler diffondere dati diversi, per quanto alla fine marginali, rispetto all’aspetto decisivo del progetto e delle sue premesse politiche?
A nostro avviso solo quello di voler confondere le acque a danno di chi invece sarà chiamato a scegliere sulla base di informazioni vere perché verificabili e contenute in documenti ufficiali.

Conclusivamente. Ciascuno valuti chi in questa vicenda sta ingannando i leccesi.
Se chi vuole il progetto di potenziamento del filobus.
O chi, come il comitato referendario, intende invece bloccarlo.

REFERENDUM ABROGATIVO DEL PROGETTO DI POTENZIAMENTO DEL FILOBUS