“Trenta anni fa, quando si è pensato alla filovia per il nostro territorio, non c’era la disponibilità di utilizzare gli autobus elettrici: rispetto ad allora, lo scenario è diverso, la tecnologia ci offre ulteriori possibilità, moderne ed efficienti, e quindi vogliamo coglierle, a beneficio di una mobilità ecologica che abbia il minor impatto possibile sull’ambiente”.
Queste le parole del sindaco di Pescara che partecipando con il comune allo stesso bando del Ministero ha scelto di chiedere un finanziamento per potenziare la mobilità sostenibile attraverso i bus elettrici. Invece che potenziare il filobus, già esistente come a Lecce.
“Le alternative erano due. Si poteva ipotizzare di realizzare un impianto per la filovia, posando linee aeree a servizio dei filobus con sottostazioni di ricarica elettrica lungo il percorso, oppure si poteva puntare su una busvia, utilizzando autobus elettrici in sostituzione degli autobus con modalità di trazione a combustione interna.
La prima ipotesi, già considerata in passato nell’ambito di un altro avviso – sottolinea -, comporterebbe l’adeguamento delle strade e la posa di linee elettriche aeree, nonché la realizzazione di sottostazioni elettriche con maggiori costi e tempi di esecuzione. Mentre della busvia si apprezzano i vantaggi legati ai minori disagi per la cittadinanza, con lavori minimi di adeguamento delle strade lungo il percorso scelto, economicità del progetto, non essendoci interventi infrastrutturali importanti così come nel caso della filovia, sostenibilità ambientale. Gli autobus elettrici consentono di gestire più turni giornalieri e garantiscono la possibilità di ricarica sia in deposito che ai capolinea, con ricarica dall’alto.
Abbiamo puntato sulla soluzione meno impattante ”.
Qui a Lecce s’è scelto la scelta con maggiori costi e tempi di esecuzione. E più impattante, come sappiamo.
Ma al momento nessuno ha spiegato perché.