Questa mattina in P.tta Carducci a Lecce – dove il 6 luglio 2025 venne avviata la raccolta delle firme per chiedere il referendum abrogativo – il Comitato promotore ha annunciato che il 22 aprile ha notificato al Comune di Lecce attraverso lo studio legale Vantaggiato il ricorso al TAR contro la decisione del Consiglio Comunale che ha reso inefficace la raccolta di 7.234 firme di cittadini che chiedevano una consultazione referendaria per bloccare il progetto di potenziamento del filobus contenuto nella delibera n. 221 del 25/02/2025, adottata dalla Giunta comunale di Lecce.

Sempre il 22 aprile i consiglieri di minoranza hanno presentato la richiesta di convocazione di una Consultazione Popolare ai sensi dello Statuto. Si tratta di un istituto di partecipazione popolare che ha per oggetto materie di esclusiva competenza del Consiglio Comunale. Per svolgersi deve essere approvata a maggioranza. Non è quindi sottoposta ad alcuna valutazione tecnica ma esclusivamente ad una volontà politica.
Dal momento che l’obiettivo principale del Comitato è quello di restituire alla Comunità cittadina leccese il diritto di pronunciarsi sul potenziamento di un’opera pubblica che riguarda il futuro della città, mai sottoposta ad una validazione popolare, il ricorso per ora non verrà depositato al TAR e se la Sindaca Poli Bortone e la sua maggioranza, nei prossimi 29 giorni, dichiareranno di votare a favore della consultazione popolare, accetteremo tutti il risultato, qualunque esso sarà. Diversamente il ricorso sarà depositato e sarà inevitabile affidare una vicenda politica di così rilevante importanza alla decisione della Giustizia Amministrativa.
Leggi la proposta di Consultazione Popolare.
Con questa iniziativa viene nuovamente ribadito che l’obiettivo del Comitato per il referendum e dei Consiglieri che hanno presentato la richiesta è quello che ha caratterizzato sin dall’inizio questa vicenda: consentire ai cittadini leccesi, con un mezzo di democrazia diretta, di pronunciarsi sui destini di un’opera che da oltre vent’anni divide la comunità e della quale si è deciso un ulteriore potenziamento.
È giusto affidare ai leccesi questa decisione.
Spetta ora alla maggioranza far sapere se intende affidarsi alla volontà popolare o decidere con una sola delibera di Giunta, come avvenuto.